LIFE PollinAction ha suscitato l’interesse di diverse aziende agricole ma anche di singole persone che hanno spontaneamente deciso di applicare nelle proprie coltivazioni o nei propri giardini le buone pratiche sviluppate nell’ambito del progetto.

Grazie all’acquisto di materiali da utilizzare nell’ambito delle azioni di didattica e divulgazione previste dal progetto, Regione del Veneto e Albatros hanno “adottato” 6 alveari.
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www.sadesign.it

Tutto inizia nel lontano 1989 quando Pierluigi munge la sua prima vacca e si chiamava Orna. Ecco perché poi l’azienda ha preso questo nome. Da quel momento la sua passione verso questo mondo è cresciuta in parallelo a formazione, studio e una ricerca continua di nuove tecnologie arrivando a costruire una nuova stalla con mungitura robotizzata . La superficie aziendale coltivata è di circa 42 ettari, suddivisi tra medica, cereali autunno vernini, prati stabili e mais. La stalla ha circa 50 vacche in produzione ( latte DOP Asiago, Grana Padano e Provolone) e una cinquantina di capi in rimonta.

Nel 2019 Valentina si unisce al progetto e prende vita la coltivazione di piante officinali per un totale di 6000 mq .

Piante officinali, miele, coltivazione di cereali e foraggere e allevamento bovino creano così le basi per un’agricoltura circolare che riesce ad innovare rispettando le tradizioni e la cultura rurale del territorio di appartenenza. La nostra professionalità e la nostra passione si traducono in questo nuovo grande progetto : diversificazione delle attività agricole e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Siamo Fattoria Didattica, organizziamo eventi, giornate aperte, possibilità di fare pic nic, organizziamo laboratori per i più piccoli, per adulti e famiglie proprio per cercare di avvicinarli e sensibilizzarli all’importanza della salvaguardia della natura e dell’ambiente in cui viviamo, del prendersi cura della Terra utilizzando tecniche agronomiche sostenibili, dell’attenzione che diamo ogni giorno al benessere animale nella nostra stalla e delle nostre api. Crediamo molto in questo progetto e per noi è importante comunicare ciò che facciamo e come lo facciamo.

Per questo abbiamo aderito volontariamente alla Certificazione della Sostenibilità.

E’ la Certificazione basata sui 17 obiettivi redatti dai 193 Paesi delle Nazioni Unite. Questa Certificazione è effettuata a fronte di Norme ISO applicabili. L’allevamento e l’agricoltura sono causa e vittima dei cambiamenti climatici. La nostra azienda agricola ha dimostrato con questa certificazione che è possibile fare allevamento e agricoltura sostenibile. Abbiamo ottenuto il risultato di Azienda Sostenibile con Rating A, questo grazie alla corretta gestione ambientale, alla gestione, allo sviluppo e alla motivazione delle persone coinvolte ed alla solida governance e condotta trasparente di noi titolari.

La certificazione che abbiamo ottenuto rappresenta in pieno la nostra filosofia e quello in cui crediamo. Pratichiamo da anni un’agricoltura sana e volevamo poterlo comunicare in modo efficace alle persone che si relazionano con noi e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo argomento così importante.

www.aziendaagricolaorna.it

Isabel Piovesana

Mi chiamo Isabel Piovesana,
sono nata a San Vito al Tagliamento (PM) da madre australiana (Cairns) padre italiano (Vittorio Veneto-TV). Sono cresciuta a Sarmede (TV), il Paese delle Fiabe, una cittadina di provincia ai confini tra Veneto e Friuli e ai piedi delle Prealpi trevigiane.

Ho frequentato il sistema scolastico italiano fino alla seconda liceo scientifico virando poi verso un percorso anglosassone. Mi sono infatti iscritta all’ H-International School di Roncade (TV) con l’idea di conseguire il Baccalaureato Internazionale (IB).

Come parte integrante del percorso l’ IB si richiede ad ogni studente dell’anno MYP5 ( corrispondente alla terza liceo) di realizzare un progetto su un argomento a piacere che sarà poi valutato da una commissione composta da membri di vari paesi.

Sin da piccola mi hanno particolarmente colpito i temi legati all’ambiente e l’impatto sulla biodiversità generato dalla presenza umana.

Ho un ricordo vivido dei pomeriggi primaverili trascorsi con i miei genitori a raccogliere fiori ed erbette spontanee che disegnavano chiazze di colori sul verde del prato di fianco alla nostra abitazione in campagna. Il campo rappresentava perfettamente il concetto di biodiversità che avevo appreso sui libri: varietà di insetti, piccoli animali, fiori, colori, odori, lepri che saltellavano e il canto delle cicale che convivevano in un ambiente comune.

Poi cominciò l’avanzata di Re Prosecco con i suoi filari intensi e perfetti e il suo verde uniforme. Improvvisamente, da un giorno all’altro il tutto sparì. Al posto del mio amato campo nacque un vigneto di prosecco. I prati si riducevano a strette capezzagne per il passaggio di trattori con botti cariche di verderame e pesticidi vari dal sapore acre.

L’idea del prato fiorito in fondo in fondo, nasce proprio da questo episodio. Cominciai a pormi domande sul perché e fino a che punto fosse giustificabile questo sfregio dei prati fioriti e del canto delle cicale in fuga in nome di una monocoltura.

Lo scopo del mio progetto è quello di creare una stesura dettagliata delle varie fasi necessarie alla realizzazione di un prato fiorito. Verrà in seguito presentato all’ H-Farm con l’auspicio che parte dei 50 ettari del campus, ora destinati a prato erboso, vengano convertiti a prato fiorito, creando così un habitat favorevole alla biodiversità e quindi anche alla salvaguardia degli impollinatori.

Nell’autunno 2021 ho creato un’area pilota di prato fiorito con dimensioni ridotte, utilizzando alcune specie di piante suggerite da Veneto Agricoltura.

A questo scopo ho quindi coinvolto gli studenti della classe MYP 1 (che corrisponde alla prima media), ai quali ho presentato le caratteristiche del progetto e fornito informazioni sulla biodiversità, sull’ambiente e sul mondo degli impollinatori così da aumentare la loro consapevolezza su questi temi. Con il loro aiuto ho piantumato l’area pilota tra una pioggia e l’altra e ora attendiamo i primi tepori per la fioritura e per capire come e se questa zona attirerà impollinatori o se il progetto non avrà successo. Vi terrò aggiornati successivamente.